
Leggi in: Italiano · Español · English
TIPOLOGIE DI TASTO
In breve: l'altezza del tasto decide soprattutto feel e intonazione, la larghezza la scorrevolezza. Tasti alti e larghi favoriscono velocità, bending e sustain, ideali per rock e metal; bassi e larghi sono comodi nei glissati; il medium jumbo è il compromesso che offre quasi tutti i vantaggi dei tasti alti.
L'altezza del tasto è il parametro che maggiormente influenza il "feel" della tastiera e l'intonazione per cui il suono dello strumento. La sua larghezza influenza la scorrevolezza della mano ma sempre in funzione dell'altezza.
Il suono è inoltre influenzato dalla distanza che intercorre
tra la corda e la superficie della tastiera. Maggiore è la distanza, maggiore risulta il
volume della nota premuta sul tasto.
In generale possiamo suddividere i tasti e il loro impatto sul manico e sul suono come segue:
TASTI ALTI E LARGHI
Sono adatti ad un uso principalmente solista adatto al rock e al metal.
Questo tipo di fret
garantisce la massima velocità di esecuzione per via della quasi totale assenza di contatto delle dita sulla tastiera, facilita bending (il polpastrello aggrappa meglio la corda) e le tecniche di "hammer on" e "pull off".
Un tasto alto e largo fornisce inoltre piùsustainper via della maggiore massa e del minor punto di contatto tra tasto e corda e consente un maggior numero di
rettifiche prima di dover essere sostituito.
Per contro i tasti molto alti risultano più scomodi nei glissati sulla tastiera e la maggiore altezza
obbliga ad un tocco relativamente leggero per non scordare (effetto scalloped).
Per mantenere costante l'intonazione dello strumento, i tasti larghi vanno rettificati e soprattutto arrotondati più spesso di quelli stretti. Più il tasto è largo e più tenderà a consumarsi, spostando il punto esatto di intonazione della nota fuori pitch (vedi figura seguente).
Vuoi passare dalla teoria alla pratica?
Ora che sai quali tipi di tasto esistono, nel corso di sostituzione tasti impari 3 metodi professionali per rifrettare qualsiasi tastiera. Il corso è disponibile anche online.
Scopri il corso di refretting →
TASTI LARGHI E BASSI
Questi tasti venivano usati frequentemente sulle vecchie LEs Paul famose per la loro tastiera comodissima.
I tasti larghi e bassi risulteranno più comodi per i glissati ma più
scomodi per i bending per via del maggiore contatto tra i polpastrelli e
la tastiera. Vanno anch'essi rettificati e arrotondati più spesso di quelli stretti per evitare problemi di intonazione come descritto nel paragrafo precedente.
TASTI PICCOLI E BASSI
Nei primi anni 50 e 60 la chitarra elettrica aveva un ruolo più che altro ritmico.
Tasti particolarmente piccoli e bassi sono perciò tipici delle chitarre vintage e non sono molto diffusi sugli strumenti
più recenti che necessitano di tasti più grossi sia per questioni di "feel" che per resistere più a lungo all'usura
di un utilizzo il più delle volte solista.
TASTI MEDIUM JUMBO
Il tasto di media altezza e di media larghezza offre molti dei vantaggi dei tasti alti eliminandone quasi tutti gli
svantaggi.
Il
rapporto tra comodità di bending e comfort nel glissato è ottimizzato
e la larghezza,
leggermente ridotta, garantisce una migliore intonazione anche a fronte
del consumo del tasto stesso nel tempo, offrendo comunque la possibilità
di numerose rettifiche prima della sostituzione.
I tasti medi sono l'ideale per il musicista versatile, per ritmiche rock dove l'enfasi e la dinamica sono
d'obbligo e per un genere solista anche tecnico ma non esasperato, veloce ma comunque espressivo.

