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LA TENSIONE DELLE CORDE NELLA CHITARRA E NEL BASSO ELETTRICO

Quando accordi non fai altro che applicare una tensione alla corda fino a che essa raggiunge una certa nota. La corda è strutturata in modo da restituire quella data nota a quella data tensione senza rompersi.

Ogni corda può sopportare circa il 40% in più della sua tensione nominale, oltre la quale si spezza.

La corda è fissa in due punti: al ponte e al capotasto. Vibrando la corda forma un'ellisse che ha la sua massima ampiezza a metà della sua lunghezza, il punto che sugli strumenti a corda corrisponde al 12° tasto.

La lunghezza della parte di corda vibrante si definisce "diapason" o "scala".

Sebbene ogni corda abbia una sua lunghezza leggermente differente dovuta alla compensazione delle ottave, si tende per convenzione a definire per ogni strumento una "scala" o diapason matematico comune a tutte le corde, che si calcola raddoppiando la distanza tra l'interno del capotasto e la sommità del 12 fret.

I diapason più comuni sono:

  • Diapason Fender= 647,7mm
  • Diapason Gibson= 628mm
  • Diapason PRS= 636mm

  • Variazioni nella lunghezza del diapason (scala) influenzano a loro volta tensione, suono e "feel" sulla tastiera.

    A parità di accordatura e diametro della corda, la scala corta (Gibson) è caratterizzata da una minore tensione ed una lunga (Fender) da una tensione maggiore.

    Questo significa che a parità di gauge e di accordatura la stessa corda risulterà più morbida su una Gibson e più dura su una Stratocaster.


    Il pattern di vibrazione della corda forma un'ellisse. La massima ampiezza
    della vibrazione della corda avviene sopra al 12° tasto.




    TENSIONE E FEEL SULLA TASTIERA

    Ogni chitarra elettrica e basso elettrico possiede porzioni di corda NON vibranti: sono le porzioni di corda che partono dal capotasto e si dirigono alle meccaniche, e che partono dalle sellette del ponte e si dirigono al punto di ancoraggio.

    La lunghezza, l'angolazione o addirittura la presenza o meno di queste porzioni di corda NON vibranti, non influiscono in alcun modo sulla tensione delle corde.

    La porzione di corda non direttamente coinvolta nella vibrazione (in rosso) può
    variare a seconda dello strumento da un 15% a un 30% del totale,
    e non influisce in alcun modo sulla tensione delle corde.



    Per esempio ridurre l'altezza dell'attaccacorde di una Les Paul non incrementa la tensione della corda. Nel momento in cui abbassiamo l'attaccacorde, la corda tende ovviamente a crescere di picth, ma poi per riportare la corda in accordatura dovremo allentare la meccanica riportando la corda alla tensione originale.

    A quel diametro di corda (stessa marca e modello), su quella scala, corrisponde sempre la stessa nota e la medesima tensione, indipendentemente dal cosa accade oltre le sellette del ponte e oltre il capotasto.

    È vero però che la quantità di corda (e l'angolo di incidenza della corda stessa) presente oltre il capotasto e il ponte, influenza la "percezione" di durezza che abbiamo della corda al bending e l'attacco al plettro tanto più quanto stiamo suonando verso il capotasto o verso il ponte.



    L'angolo di incidenza della porzione di corda presente oltre il ponte
    e il capotasto non influenza la tensione della corda ma bensì
    la percezione di durezza dele corde per esempio al bending
    .


    Tutti noi sappiamo che è più facile piegare una corda tesa al suo centro piuttosto che agli estremi. La stessa cosa accade su uno strumento.

    Nelle immagini qui sopra sono illustrati 4 diversi tipi di impostazione della corda.

    Supponiamo di applicare nei punti verdi "X" un bending sempre uguale di due toni.

    Nell'immagine "1" la corda è fissata immediatamente in prossimità del capotasto e del ponte. Questa è la classica situazione da Floyd Rose. In questa situazione la resistenza della corda al bending è massima. Se provate ad effettuare un bending nel punto "X" la forza che applicate con le dita verrà dissipata principalmente in una porzione di corda che va da "X" a "B". Questo è dei quattro il caso in cui lo sforzo per arrivare alla nota che avete in mente sarà più elevato.

    La figura 2 rappresenta una classica situazione dove le corde si estendono oltre capotasto e ponte e sono fissate per esempio a destra alle meccaniche e a sinistra ad un attaccaccorde. In questo caso applicando lo stesso bending l'energia si dissipa principalmente in una porzione più lunga di corda (X-D). La tensione è uguale ma avremo l'impressione che il bending sia più morbido.

    La figura 3 mostra la stessa situazione. La porzione di corda oltre il capotasto e oltre le sellette del ponte (X-F) è uguale all'esempio precedente ma questa volta l'angolo di incidenza è maggiore per cui il bending risulterà leggermente più duro rispetto all'esempio 2 per via del maggiore attrito nei punti di frizione (ponte e capotasto).

    La figura 4 mostra un caso limite in cui la corda si estende di parecchio oltre il capotasto e oltre le sellette del ponte (G -PONTE) e oltre il capotasto (CAPOTASTO - H) con un angolo di incidenza molto basso. La forza viene dissipata tra X e H (situazione comune su molte semiacustiche). Questo è il caso in cui il bending risulterà più morbido.

    In tutti gli ultimi 3 casi, minore è la frizione su capotasto e sellette del ponte più si avrà la sensazione di un bending morbido e facile.

    Per questa ragione maggiore è l'angolo di incidenza dele corde oltre il capotasto verso le meccaniche, maggiore è la sensazione di fatica nel bending sui primi tasti.

    Dalla parte del PONTE incrementare l'angolo di incidenza sulle sellette ci darà l'impressione di una corda più dura da pizzicare anche col plettro, il che si traduce in una sensazione di un attacco maggiore. Ecco perché LES PAUL ha previsto una attaccacorde regolabile in altezza in modo indipendente dal ponte.

    Questa soluzione ci permette oggi di abbassare l'attaccacorde se suoniamo un genere più rock, dove un attacco maggiore è importante per certe tecniche di picking, mentre possiamo alzare l'attaccacorde se desideriamo un attacco più morbido e dolce per esempio per suonare jazz o Blues.

    L'altezza dell'attaccacorde (tailpiece) influenza il "feel" delle corde.


    DROP TUNING

    Molti chitarristi vorrebbero raggiungere col proprio strumento note più gravi (basse) aggiungendo corde oltre il mi o utilizzando accordature alternative molto più basse dello standard, senza sacrificare la suonabilità trovandosi corde lente come spaghetti scotti.

    Questo problema si risolve cambiando la struttura stessa della corda al suo interno e il modo in cui essa viene costruita.

    Per ottenere una corda più rigida (meno frustamento sulla tastiera), a parità di diametro occorre aumentare il diametro dell'anima interna e ridurre quello del filo di rivestimento esterno. Questa operazione genera una corda più rigida, dal suono più grave ma di diametro inferiore e ci permette di utilizzare comodamente le varie accordature "drop-tunings" che sono tanto di moda per esempio nel metal.




     
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    Galeazzo Frudua

    Liutaio e docente di liuteria dal 1988 ad oggi ha costruito circa 350 tra chitarre e bassi boutique il cui prezzo varia dai 2.900 ai 5.600 euro e riparato e customizzato migliaia strumenti di ogni tipo. Si avvalgono dei strumenti o dei suoi amplificatori artisti come Chick Corea, Peter Gabriel, Ennio Morricone, Vasco Rossi, etc. È proprietario di due canali youtube che totalizzano più di 26 milioni di visualizzazioni e quasi 100.000 iscritti dove insegna musica.

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