Corsi di liuteria Frudua
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Su qualsiasi chitarra o basso troverete che la porzione di corda vibrante appoggia su due punti, il ponte ed il capotasto. Il capotasto può essere costruito utilizzando diversi materiali quali:

  • osso,
  • avorio,
  • vari tipi di plastica (come Micarta, Corian ect,)
  • metallo (il più delle volte ottone o acciaio) ,
  • grafite,
  • graphtec (un materiale simile alla grafite ma ancora più lubrificante)
  • Vari tipi di capotato (photo www.stewmac.com).

    In realtà il materiale di cui è costituito il capotasto influenza il suono di uno strumento principalmente per le note suonate a corda libera e per la differenza tra esse e quelle suonate sulla tastiera.

    In linea generale occorre far sì che le corde libere suonino il più simile possibile alle corde frettate. Ciò avviene veramente solo utilizzando quello che viene comunemente definito "zero fret", cioé un tasto come gli altri (a volte leggermente più alto) utilizzato come capotasto, oppure un capotasto in metallo come per esempio in ottone o in acciaio.

    Capotasto in acciaio LSR e zero fret.

    A nostro parere è perciò meglio utilizzare materiali classici come l'osso per strumenti di chiara impostazione vintage o ottone e "zero fret" dove si ritenga essenziale una differenza minima tra le note suonate libere e quelle suonate sui tasti.



    Ecco una breve descrizione di ogni materiale:
    • Osso. L'osso risulta a tutt'oggi il miglior materiale impiegabile per la costruzione del capotasto in quanto unisce volume ed un'ottima sonorità presente su tutte le frequenze a robustezza e affidabilità per l'accordatura specialmente se lubrificato periodicamente con grafite.
    • Avorio. L'avorio è molto simile all'osso ma più costoso e leggermente più brillante.
    • Micarta, Corian, TusQ, etc. Le plastiche di ultima generazione suonano molto simile all'osso anche se non lo raggiungono come articolazione del suono e sustain.
    • Grafite. L'utilizzo della grafite è quasi d'obbligo nel caso venga fatto un utilizzo pesante del tremolo. La sonorità risulta bilanciata e la grafite risulta un buon compromesso tra timbrica e prestazioni.
    • Graphtech. Unisce alla grafite microscopiche particelle di Teflon che garantiscono una maggiore lubrificazione e una maggiore stabilità dell'accordatura. Il suono è simile a quello della grafite.
    • TusQ. Si tratta del materiale sintetico che più si avvicina all'osso come sonorità. E' costituito da polimeri pressati ad altissime temperature che raggiungono quasi la densità e la sonorità dell'osso stesso.
    • Ottone. Si tratta del materiale più simile alla composizione del tasto stesso per cui quello in grado di garantire la minima differenza tra il suono della corda libera e quello della nota suonata sulla tastiera. Inoltre non si romperà mai e durerà anni prima di consumarsi tanto da dover essere sostituito. Richiede un pò più di tempo e lavoro per essere realizzato.
    • Acciaio. Esistono in commercio anche capotasti realizzati in acciaio, dotati di cuscinetti o di piccoli supporti cilindrici dove appoggiano le corde. L'acciaio è un ottimo matieriale se non siete in cerca di un suono particolarmente "vintage" e desiderate un pò più di brillantezza.

    Capotasto in ottone.


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