Corsi di liuteria Frudua
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FILOSOFIA DEL NECK THROUGH
Se state pensando di costruire un basso neck through avete già operato una grande scelta di suono. State cercando la massima definizione e massimo sustain della nota.
Sono queste le caratteristiche che distinguono questo tipo di costruzione dal suono grezzo e più "vintage" del metodo bolt on.

La tipologia di costruzione cosiddetta "neck through" prevede l'utilizzo "sandwich" di legni diversi sia per la realizzazione del manico sia per quella delle "ali" che compongono il body.

L'abbinamento di questi legni ha come scopo quello di spostare il picco di risonanza dello strumento OLTRE quello che le corde sono in grado di riprodurre in modo da restituire la massima purezza di vibrazione possibile.

Nel metodo neck through la vibrazione della corda si svolge lungo un unico sandwich di legni che compone il manico e che partendo dal capotasto arriva al ponte senza interruzioni. Questo sandwich è costituito da vari legni molto rigidi incollati longitudinalmente tra loro ed è spesso anche rinforzato da barre in fibra di carbonio in quanto, non essendo sostituibile in caso di rottura, il manico deve essere più resistente ed affidabile possibile.

Tutto questo unito al fatto che la vibrazione della corda viaggia ININTERROTTA dal capotasto al ponte, aumenta la rigidità del manico uniformando la nota e incrementando il sustain.

Incollaggio di un manico neck through in rock maple e amarante.

MANICO
Per la costruzione del manico neck through vengono di norma utilizzati due tipi di essenze:
  • Hard rock maple (Acero Nordamericano)
  • Wenge

  • Il wenge è un legno leggermente più denso dell'acero e leggermente meno rigido.
    Ciò significa che a parità di altre caratteristiche un manico in wenge risulterà timbricamente leggermente più brillante e meno corposo di quello in acero e leggermente meno stabile (*).

    Per via della minore rigidità (si tratta di una cosa veramente minima), potreste voler rinforzare un manico in wenge con delle barre in grafite.

    Le sue caratteristiche di densità e di rigidità lo rendono molto simile all'acero per quanto riguarda invece la pulizia della nota e il sustain.



    Flette leggermente di più (per cui assorbe di più le vibrazioni delle corde) ma compensa con una maggiore densità per cui possiamo dire che a livello di sustain e vibrazione della corda i due legni sono comparabili.

    L'acero "rock maple" che si conferma sempre il miglior legno per manici in liuteria, offre un'ottimo rapporto tra rigidità e densità ed è perciò sempre un'ottima scelta.

    A questi due legni principali vengono abbinati listelli di altri legni esotici come mogano, paduak o amarante. L'insieme di tutti questi legni IRRIGIDISCE il manico favorendo la trasmissione del suono.

    Un sottile spessore di acero alternato a wenge e amarante
    crea un effetto ancora più raffinato.

    LAMINAZIONI MANICO
    Ogni legno ha un suo picco di risonanza. Sommando le sonorità dei vari legni si ottiene come risultato di spostare in alto il picco di risonanza proprio di tutto lo strumento allontanandolo da quello delle corde.

    Questo permette al manico di non interferire con la risonanza delle corde, a tutto vantaggio del suono e di una vibrazione più pura.

    Personalmente vi consiglio di utilizzare amarante o paduak per laminare sia wenge che acero. Maggiore il numero della laminazioni, maggiore il coefficiente di rigidità, migliore la vibrazione delle corde. Generalmente si tende anche a mantenere un compromesso estetico tra rigidità e apparenza. Troppe laminazioni possono apparire "kitsch" a troppo poche possono non irrigidire il manico a sufficienza.

    Per esempio sui bassi Frudua utilizziamo max 7 laminazioni per i 5 corde e 9 per i 6 corde. Tra il manico e il body viene incollata una sottile impiallacciatura scura di wenge o ebano che funge esteticamente da filetto.

    Nell'incollare i vari pezzi che compongono il manico è bene assicurarsi che la vena, soprattutto quella dei due pezzi esterni più grossi, sia incollata in modo che la grana risulti speculare (opposta). Questo espediente aumenterà la stabilità del manico (vedi foto sotto).

    Nei manici in wenge e amarante è addirittura possibile alternare i due legni con sottili impiallacciature chiare di acero per un effetto ancora più raffinato.

    Le laminazioni esterne che compongono il manico neck through sono
    incollate con grana opposta per massimizzare la stabilità.

    LAMINAZIONI CORPO
    Nel basso neck through l'insieme dei legni che compogono le "ali" andrà ad influire sulla definizione della nota, rendendola ancora più precisa o aggiungendo corposità a seconda dei legni utilizzati e lasciando intatto tutto il resto che è dovuto alla struttura del manico.

    Legni più morbidi restituiranno più corposità mentre legni più densi più definizione (specialmente alla 5a corda).

    Basandoci su quanto imparato fino ad ora avremo tagliato tutti i pezzi che andranno a comporre il core e i top plate alla stessa misura.

    Come prima cosa definiamo che tipo di sonorità stiamo cercando. Nel basso neck through abbiamo principalmente due grandi scelte da operare:

    - optare per un suono molto definito sulla fondamentale per ottenere il quale utilizzeremo un core in mogano e per i plates legni molto duri come bubinga, ebano e vari altri legni esotici (questa è una scelta quasi obbligata per rinforzare la quinta corda).

    - oppure possiamo scegliere di utilizzare legni meno duri (ma il mio consiglio e di non scendere mai sotto la densità dell'acero) nel caso il vostro obbiettivo sia quello di incrementare la corposità e il punch del suono come per esempio in un basso fretless o se volete ottenere un suono più adatto ad un genere rock.

    Una sottile impiallacciatura da 0,7 mm è posta tra manico e body
    e tra core e top plate per un effetto "binding".

    Partiamo dal "core" (mogano o alder) e scegliamo un legno che si adatti alla sonorità che stiamo cercando, per esempio:
  • tiglio se cerchiamo una sonorità calda, attacco gentile e se intendiamo dare un'impostazione più "fat" al suono
  • mogano se cerchiamo una sonorità più brillante, attacco più deciso e più definizione sulla nota fondamentale
  • ontano (alder) se cerchiamo una via di mezzo tra le due precedenti.


  • Questi legni garantiranno comunque al basso il "corpo" sufficiente per una sonorità di base equilibrata e di per sé sarebbero già sufficienti per ottenere uno strumento di elevata qualità.

    A questo punto avremo già un ottimo suono di base. Equilibrato e dotato di una purezza di vibrazione superiore.

    NON assottigliamo troppo il manico. Sarebbe meglio non scendere sotto i 23mm al nut e sotto i 26 al 12° tasto. Rinforziamo la paletta con un discreto "tacco" sotto il capotasto e assicuriamoci che il giunto manico/body sia a sua volta ben strutturato con una certa quantità di legno.

    Dedichiamoci al legno per i "top plate".

    TOP PLATE
    Per capire come il legno che andremo a scegliere per il top plate influenza il suono del basso immaginate di poter equalizzare ed espandere il suono molecolarmente conferendogli più o meno "corpo"(anche sulle note acute), più o meno sustain e più o meno acuti.

    In generale i legni che andremo ad utilizzare (dall'acero in su fino a legni esotici particolarmente densi e duri) restituiscono un suono piuttosto acuto.

    Tra questi scegliamo un top plate che al tapping restituisce un suono più grave se desideriamo conferire allo strumento punch e corposità.

    Optiamo per un top plate che al tapping suoni acuto se vogliamo conferire definizione alla fondamentale per cui ottenere un suono più preciso sulla nota e rinforzare la quinta corda.

    Tra il core e i plate possiamo utilizzare una sottile impiallacciatura scura di wenge o ebano che funge esteticamente da filetto.

    ESEMPI TAPPING
    Ecco alcuni esempi di come suonano diversi top plate al tapping:
  • Questo è il suono che mediamente potete aspettarvi da un top plate (superiore) in acero occhiolinato. Ricordiamo che l'acero occhiolinato appartiene alla famiglia dei rock maple ed è perciò un acero molto denso e duro. Un acero fiammato europeo per esempio suonerà ancora più grave. Ascolta
  • Questo è il suono che mediamente potete aspettarvi da un top plate (superiore) in bubinga. Notate il suono leggermente più acuto e caratterizzato da un sustain leggermente superiore. Ascolta
  • Solo a titolo di paragone ecco come suona un top plate in abete, il legno in assoluto più risonante utilizzato in liuteria. Ascolta

  • Per altri dettagli sulla scelta e sull'abbinamento dei legni leggete l'articolo "il suono del legno" e "il metodo del tapping".

    ALCUNI MIX DI SUCCESSO
    Ecco alcuni abbinamenti di legni che si sono dimostrati molto efficaci in 20 anni di sperimentazioni per il massimo compromesso tra purezza della vibrazione sustain, corposità e definizione della nota:

  • Manico acero/amarante con, core alder, top plate 1 wenge (11mm)e top plate 2    (11mm) goncalo alves.
  • Manico acero/amarante, core mogano, top plate e back plate bubinga.
  • Manico acero/amarante, core alder, top plate wenge e zebrano.
  • Manico wenge/amarante, core mogano, top plate cocobolo, back plate zebrano.
  • Manico wenge/amarante, core lacewood, top plate 1 wenge (11mm), top plate    2 (11mm) lacewood.
  • Manico wenge/amarante, core mogano top plate 1 wenge (12mm), top plate 2    zebrano (8mm), back plate uguale ma reverse.

  • A sx taglio di un pezzo di body in mogano con top plate e
    back plate in acero e filetto in wenge.
    A dx vari bassi con top plate e back plates di legni diversi in verniciatura.

    (*) Lo ripetiamo fino alla noia: ogni pezzo di legno fa storia a se perciò anche nell'ambito del taglio della stessa tavola potrete trovare differenze notevoli in termini di suono e di stabilità.
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